Meiji Tokyo Renka: quando la Storia entra di prepotenza dentro un anime (2^parte)

di Hachi194

Si può imparare divertendosi? Ovviamente sì! Personalmente posso dire di aver imparato molto di cultura generale leggendo ad esempio Topolino. Ma anche anime e manga non sono da meno: avventure mirabolanti o sospiri d'amore possono essere in grado di insegnare tantissime cose.
Qui su Animeclick vi abbiamo ad esempio svelato gli scrittori che hanno ispirato i personaggi di "Bungo Stray Dogs" e oggi è la volta di proseguire con un'altra serie che nasconde un bel pezzo di Storia e Cultura giapponese.
 
 
Sto parlando di "Meiji Tokyo Renka", anime trasmesso sul portale di streaming gratuito Crunchyroll e che narra la storia di Mei Ayazuki, studentessa liceale che in seguito all'incontro con il mago Charlie si ritrova trasportata indietro nel tempo fino al periodo Meiji , dove incontra diverse figure storiche ed è invitata a vivere con loro. Sebbene Mei abbia perso i suoi ricordi, riesce ad aiutare gli uomini a risolvere le loro angosce attraverso la sua capacità di vedere e interagire con gli spiriti . Mentre aspetta la prossima luna piena, Mei arriva a considerare di rimanere nel periodo Meiji del tutto.

La particolarità è che tutti i protagonisti maschili di questa storia (eccetto il mago Charlie) sono realmente esistiti e hanno vissuto proprio nel periodo Meiji (1868 - 1912). Essendo sette figure storiche di particolare rilievo, ho chiesto aiuto a Calehb, newser di Crunchyroll; abbiamo così scritto questo articolo a quattro mani. Quindi direi di iniziare a scoprire quanta Storia si può imparare anche vedendo una semplice storia d'amore....
 
Otojiro Kawakami

Otojiro Kawakami è il Brad Pritt dell'epoca Meiji: attore bellissimo e dotato di grande talento, è perennemente seguito da uno stuolo di fan adoranti.
 

Ha una sua compagnia e mette spesso in scena le opere scritte da Kyoka. Ma nasconde un segreto: ogni tanto si traveste da donna e assume i panni di Otoyakko, una conturbante geisha; sarà proprio sotto queste mentite spoglie che aiuterà Mei a diventare una vera signora dell'alta società, dandole lezioni di etichetta e savoir faire.
 

Anche se i suoi metodi educativi sono piuttosto severi.....
E la sua controparte reale?

Otojiro Kawakami era davvero un attore, ma soprattutto ebbe una vita molto avventurosa, degna delle pieces che interpretava. Nato nel 1864 a Fukuoka sull'isola di Kyushu in una famiglia di mercanti, rimse orfano della madre a 11 anni e non andando d'accordo con la matrigna, si imbarcò su una nave da carico per Osaka. Dopo essersi mantenuto con lavori saltuari, a 18 anni divenne poliziotto a Kyoto.
Ma il suo spirito libero lo portò ad affiliarsi al partito liberale di Itagaki Taisuke diventando un agitatore tanto che a causa dei suoi discorsi sovversivi fu arrestato più e più volte (lui si vantava fossero in tutto 180).

A diciannove anni gli fu addirittura vietato di parlare in pubblico a Kyoto per un anno. La sua carriera di attore iniziò dopo aver seguito un corso di recitazione con un maestro di rakugo e dopo aver visto lo shosei shibai (cioè "teatro dello studente" o "teatro amatoriale") del collega attivista Sadanori Sudo. Lo status di dilettanti li liberava da tutti i vincoli e le convenzioni del teatro tradizionale e così Kawakami iniziò a mettere in scena le sue produzioni teatrali come sbocco per le sue opinioni politiche.
 

Impressionato da questa troupe, l'allora Primo Ministro Itō Hirobumi li invitò ad una festa privata dove Kawakami conobbe la donna che sarebbe diventata sua moglie: la geisha Sada Yakko. Da gennaio a maggio 1893 Otojiro si recò a Parigi per studiare teatro europeo: al suo ritorno le sue innovazioni, come illuminare nient'altro che il palcoscenico e l'uso di un linguaggio naturale diedero vita al New Wave theatre. Cinque mesi dopo il suo ritorno, lui e Sada Yakko si sposarono.

Ma nonostante una serie di successi clamorosi, Kawakami continuava ad avere grossi problemi di soldi: per far fronte ai suoi debiti, decise di costruire il suo teatro, il Kamakami-za, uno dei primi teatri moderni del Giappone, progettato sul modello francese, consistente in un edificio di mattoni e pietra alto tre piani in stile palladiano, con illuminazione elettrica dappertutto. Nonostante il successo, i debiti rimanevano e Otojiro decise di darsi alla carriera politica, facendosi anche aiutare dalla conoscenza della moglie. Ma la stampa gli era ostile per le sue origini umili: lui, un emarginato, a malapena umano, come osava pensare di imbrattare la purezza del parlamento con la sua presenza?.
 

Le elezioni furono un fallimento ma la vita riservava ancora sorprese all'attore: un uomo d'affari offrì di sponsorizzare la loro compagnia teatrale in un tour attraverso gli Stati Uniti. Salparono così per San Francisco il 30 aprile 1899 a cui seguirono Londra e Parigi, diventando la prima compagnia teatrale giapponese a visitare l'Occidente. Operato a Boston di appendicite, Kawakami continuò ad avere dolori addominali, finchè, tornati in Giappone nel 1911, iniziò a stare nuovamente male.

Gli fu diagnosticato un versamento di liquido sieroso nell'intestino che si aggravarono andando ad invadere anche il cervello e portandolo al coma. Alle 3 del mattino dell'11 novembre, ormai in punto di morte, su richiesta della moglie Otojiro fu trasportato dall'ospedale al Teatro Imperiale: qui sul palco, circondato da sua moglie, il figlio Raikichi, i parenti e gli altri attori sarebbe morto tre ore dopo.

 
Tōsuke Iwasaki


Il Tōsuke Iwasaki della serie è un personaggio avvenieristico, una sorta di pioniere non solo della tecnologia, ma dei cambiamenti sociali che dal progresso potrebbero derivare.
 

Durante una festa tra i ricchi e i potenti cerca di promuovere la sua causa, soprattutto esponendo i difetti e i rischi del gas allora in uso. Si scontra però con l'aspetto più tradizionale del Giappone di quell'epoca, ancora restio all'abbandono di alcuni usi così radicati. La nostra protagonista riuscirà però, grazie a un improbabile rap in epoca Meiji, ad aprire gli occhi degli astanti, soprattutto dell'eminente Yukichi Fukuzawa. Viene subito affascinato dal carattere e dallo spirito d'iniziativa di Mei, ma d'altronde chi non lo è?
E la sua controparte reale?

Momosuke Iwasaki nacque il 25 giugno 1868 in un piccolo villaggio vicino Kawagoe da un'antica e ricca famiglia della zona. Ma suo padre Kiichi era il secondogenito, quindi ereditò solo alcune risaie; inoltre era una persona che preferiva stare a casa e perfezionare la calligrafia piuttosto che lavorare nei campi.
Per cercare di mantenere la famiglia, la madre Sada aprì un negozio ma con scarsi risultati. Per fortuna un vicino di casa, impiegato al municipio, notò le capacità e l'intelligenza di Momosuke e convinse il padre ad iscriverlo alla Keio University, aiutato finanziariamente anche dallo zio.
 

All'università il bel ragazzo di Kawagoe si fece notare sia per i suoi lineamenti delicati che per la forza nascosta dietro ad essi. Diventò molto amico di Sada Yakko, la geisha più famosa della città (nonchè moglie di Otojiro Kawakami) e di Yukichi Fukuzawa, fondatore dell'università. Quest'ultimo restò così colpito dalle capacità di Momosuke che lo adottò nonostante avesse già figli suoi; inoltre gli pagò gli studi all'estero e gli fece sposare la sua seconda figlia.
I risultati non tardarono ad arrivare: Momosuke fu soprannominato "Il mago dei mercati monetari" per il suo successo finanziario e "Il re del potere elettrico" per essere stato il primo giapponese a introdurre l'energia idroelettrica nel paese. Morì a Tokyo il 2 febbraio 1938.

 
Fujita Gorō


Il Fujita Gorō della serie è rude, ma educato, alto e austero. È il capo della polizia di Tokyo ed è l'unica persona che si veda portare una katana con sé in ogni contesto. Malgrado il suo atteggiamento duro e poco accomodante, risulta essere una persona di sani principi e soprattutto di essere un individuo fortemente legato all'etichetta e alle tradizioni.
 

Gli piace cucinare e tiene la casa pulita in maniera così maniacale da essere l'unico luogo in cui Kyōka Izumi si senta a suo agio, tranne la dimora in cui vive. Ha a casa dell'ottimo sakè, cosa risaputa da tutti i suoi conoscenti. Porta con sé una spada in grado di mostrare, nel suo riflesso, gli esseri sovrannaturali e di ferirli.
Si è dapprima scontrato con Mei, che ha tentato di proteggere uno spirito da lui minacciato, ma col tempo le si è affezionato capendo meglio e apprezzando il suo buon cuore. Alla fine è arrivato persino a mostrarle, seppur nella sua ruvida maniera, dell'affetto.
E la sua controparte reale?

Fujita Gorō, il cui nome di nascita fu Yamaguchi Hajime, nacque il 18 febbraio del 1844 nella provincia Musashi di Edo (l'attuale Tokyo) da un ashigaru, che ottenne il titolo di gokenin sotto lo shōgun Tokugawa, e sua moglie. Dell'infanzia di questa persona si sa davvero poco se non che andò via dalla sua città nel 1862 dopo aver accidentalmente ucciso un samurai legato alla famiglia Tokugawa.
Col nome di Saitō Hajime andò a Kyoto dove studiò la scherma da un maestro, Yoshida, che aveva un legame con suo padre. Non è ben chiaro il suo stile di combattimento, ma si sa che derivava dall'Ittō-ryū, molto probabilmente il Mugai Ryū che proveniva dall'Ittō-ryū di Yamaguchi.
 

Fu uno dei tre membri più giovani della Shinsengumi e si presentava come una persona introversa e misteriosa. Era particolarmente alto, un metro e ottanta, ed era una persona non predisposta per i convenevoli. Era conosciuto per essere una persona profondamente dignitosa e attenta alla forma, dal modo in cui indossava i vestiti a quello in cui si sedeva. Ad ogni modo era sempre attento e pronto a reagire a qualsiasi improvviso pericolo.

Come capitano della terza squadra della Shinsengumi aveva anche il compito di scovare le spie e questo lo rese particolarmente intimidatorio nell'atteggiamento. Originariamente il suo ruolo era quello del vice comandante, oltre che istruttore di kenjutsu, ma in quegli anni turbolenti ottenne varie promozioni. I capitani delle prime tre squadre erano considerati sullo stesso livello in combattimento anche se pare che l'abilità di Saitō fosse temuta persino dai suoi pari.
Malgrado girassero voci sul fatto che potesse essere un doppiogiochista non vi furono mai prove certe, inoltre giustiziò molti membri corrotti della squadra. Insieme agli altri Shinsengumi divenne nel 1868 un hatamoto e, insieme ad altri sei, venne posto a protezione di Miura Kyūtarō che era reputato la causa della morte di Sakamoto Ryōma. In questa circostanza affrontarono sedici assassini.
 

Durante la restaurazione del periodo Meiji divenne poliziotto, con il nome di Fujita Gorō, per la polizia cittadina di Tokyo. Combattè sotto il vessillo di Meiji durante la ribellione di Satsuma, supportando con la sua forza di polizia l'esercito imperiale giapponese. Condivideva il suo passato nella Shinsengumi con poche persone, per lo più quelle con cui amava bere, e non scrisse nulla al riguardo.
Le sue prodezze gli fecero guadagnare il diritto di continuare a portare con sé la katana, dopo che la fine della regola Tokugawa ne impose la messa al bando. Morì di ulcera allo stomaco, probabilmente per la sua passione per l'alcol e fu trovato seduto compostamente come tradizione vuole persino nella morte.
 

Koizumi Yakumo


Il Koizumi Yakumo dell'anime è una persona estroversa, che ostenta il suo inglese perfetto e apprezza molto quando la cultura occidentale viene citata.
 

Da piccolo ha perso la vista dell'occhio sinistro, attraverso cui riusciva a comunicare con lo spirito a lui molto caro di una donna. Dopo l'incidente non è più riuscito a vederla e ha pensato che lei fosse adirata con lui, per via dei molti fenomeni sovrannaturali che gli accadevano attorno.
Mei lo ha aiutato a risolvere i suoi problemi con lo spirito e ha catturato il suo affetto anche grazie ai modi, al vestiario e alle conoscenze di influenza moderna e meno tradizionalmente giapponesi. Probabilmente tra i vari pretendenti è quello più estroverso e solare, malgrado la sua attinenza con l'oltretomba.
E la sua controparte reale?

Koizumi Yakumo si chiamava in realtà Patrick Lafcadio Hearn e nacque a Leucade, da cui prese il nome, che è una delle Isole Ionie in Grecia. Suo padre era un chirurgo irlandese e sua madre era originaria della Grecia. Il padre militò durante l'occupazione inglese delle Isole Ionie e diede al figlio l'altisonante nome di Patricio Lefcadio Tessima Carlos Hearn.
Da bambino si trasferì a Dublino e la sua famiglia era gremita di artisti e persone dallo stile di vita bohémien. Non ricevette un'istruzione di qualità durante la sua gioventù, tranne un breve periodo in cui frequentò il Ushaw Roman Catholic College. Purtroppo perse la vista all'occhio sinistro a causa di un incidente e ne rimase plausibilmente traumatizzato.
 

Poco più che maggiorenne si trasferì negli Stati Uniti, a Cincinnati, dove passò un periodo di povertà. Incontrò però un giornalista, Henry Watkin, che divenne suo amico e inquilino e lo iniziò al giornalismo. Dato il suo talento, ascese rapidamente in questo campo. Non appena ebbe libertà di espressione scrisse molto riguardo gli emarginati e le persone che soffrivano, aumentando la sua tetra aura romantica ed eccentrica.
Dopo aver sposato una donna africana, cosa illegale allora, fu licenziato e iniziò a lavorare per la concorrenza. A causa dell'inquinamento dovette andarsene per salvaguardare l'occhio malato passando per New Orleans, dove scrisse di cucina, crimine e vudù e poi in India dove scrisse “Due anni nelle Indie Occidentali Francesi” e “Youma, la storia di uno schiavo delle Indie Occidentali“.
 

Giunse in Giappone nel 1889 come corrispondente, ma il lavoro terminò presto. Lui rimase comunque, aveva trovato la sua nuova patria. Divenne insegnante presso la scuola media e superiore Matsue. Dopo poco più di un anno sposò Setsu Koizumi, la figlia di un samurai, divenendo un giapponese d'adozione col nome di Koizumi Yakumo.
Finì per insegnare letteratura inglese all'Università Imperiale di Tokyo, ma mai smise di scrivere sull'estetica e le leggende del Giappone che tanto amava. Morì d'infarto a 54 anni. I suoi scritti evocativi e profondi hanno fatto conoscere al mondo quell'oriente che ancora era sconosciuto, ma soprattutto quelle spettrali storie di fantasmi che tanto lo hanno affascinato per tutta la sua vita.

Fonti consultate:
Meikoi
Wikipedia


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